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Il parco dei ricordi
claudio3
icon5  view post Posted on 16/5/2008, 14:34Quote

Utente cancellato








Il parco dei ricordi



Circa trenta anni fa le autorità politiche del posto presero sicuramente la prima ed unica decisione saggia rendere del terreno incolto e costruirci un parco per bambini.
Ero appena un ragazzo e già ci portavo mia figlia Silvia,ricordo l’erba incolta non curata,ma tanta erba,tanto verde da far ben sperare,tanti alberi appena piantati,alti non più di un metro che promettevano una marea di ombra,bastava aver anni da vivere ed essere ottimisti.
L’ottimismo non mi mancava e neanche il tempo di vivere,o almeno era questo che pensavo,tanto che,in pochi anni sono sopravvissuto ad una separazione,ad un divorzio,ed all’incontro fatale con il più grande amore della mia vita,o almeno era questo che pensavo!
Poi arriva Claudia un’altra femmina da far diventare donna,che insieme a Silvia seguivamo passo passo la crescita degli alberi,l’erba che qualcuno iniziava a curare,l’installazione di panchine in marmo,tavoli in legno dove,volendo,i bambini potevano fare i compiti delle vacanze,linee dell’acquedotto per fontane indispensabili,ma cosa più bella,oltre vedere le mie bambine crescere,vedevo momenti felici di ragazzi che conoscevo,con le loro amatissime compagne ed i loro discendenti,amorevolmente accuditi e seguiti.
Ricordo Silvia con i pattini ai piedi terrorizzata e piangente,spinta più dalle motivazioni che gli inculcavo nella mente che dalla sua reale voglia di imparare a pattinare:gli dicevo che nella vita si sarebbe trovata spesso in quella situazione,dover imparare qualcosa di cui non gli e ne fregava niente,ma doveva farlo,vedi le materie scolastiche o il lavoro,che non sempre è quello sognato da ragazzo,tipo l’astronauta,l’attrice e così via.
Ricordo Claudia che sfotteva la sorella più grande in piena tragedia,che gli girava attorno con la bicicletta,la sfotteva e spesso la faceva cadere dai pattini,fortificandogli il carattere con la voglia di rivalsa.
Ricordo le mie bambine che non usavano più le panchine per giocare con i pentolini,le bamboline….Dio erano cresciute!
Parlottavano con ragazzini loro coetanei,amici di scuola,vedevo sorrisi ed ammiccamenti che non lasciavano dubbi,corse improvvise verso i luoghi più nascosti,più inaccessibili ai miei occhi,che non vedevano ma immaginavano abbastanza.
Ma quanti anni erano passati?
Mi giro intorno e vedo gli alberi più alti di me con i rami abbastanza forti e robusti per ospitare foglie, fiori e gemme e a terra grandi macchie d’ombra che cambiavano il punto di verde.
Le mie bambine diventate ragazzine,alberi diventati alti ed ombrosi,tutto stava cambiando,crescendo,tranne nella mia vita….infatti continuavo ad essere sdolcinato fino al diabete;era troppo subire poesie d’amore scritte sulla busta bianca della colazione portata a casa alla sei della mattina,smontando dal turno di notte;era troppo trovare apparecchiato con una rosa rossa sul tavolo senza nessuna ricorrenza,solo per far sapere che l’avevo pensata e ritenuta il mio grande amore. Ero appiccicaticcio,asfissiante…era troppo subire sempre le mie effusioni,coccole carezze;ero un maniaco sessuale…era troppo accettare un uomo che giornalmente ti desidera,ti vuole.
Non era cambiato niente,quando tutto intorno a me cresceva. cambiava io ero sempre dentro un pozzo buio e profondo senza nessuna possibilità di alzare la testa,di vedere un pò di luce o respirare aria con un pò di ossigeno.
Ma siccome Dio,lo spero tanto,c’è…arriva Christian,sole accecante,acqua per assetati,luce per gli accecati e si ricomincia,si riparte,il parco è sempre là!
Ora finché lui scorazza in lungo ed in largo mi guardo in giro e non vedo macchie d’erba soleggiata,finché io invecchiavo e rendevo onore al ciclo della natura,sono diventati alberi enormi altissimi,i rami che accarezzano le nuvole si intrecciano fra loro e ci omaggiano della loro ombra,anche in piena afa estiva l’aria è fresca,la brezza che accarezza la pelle,piacevole….peccato…peccato che sono passati quasi trenta anni…peccato averli buttati via a rincorrere fiabe e sogni mai realizzati…peccato…o forse no,ho cresciuto due donne,ora crescerò un ometto….poi……come tanti vecchietti passerò le mattinate qui,in questo parco che ha visto tutto il mio passato e se Dio mi darà del tempo…forse anche il mio futuro….io ci credo,ci voglio credere.














 
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